Febbraio 21, 2023

L’intelligenza artificiale diventa avvocato

intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sarebbe dovuta scendere in campo per la prima volta a fine febbraio come legale: un avvocato che utilizza ChatGPT. La località era segreta: unico dato certo è che solo in due stati Americani è possibile portare con sé apparecchi bluetooth e dispositivi elettronici.

La società che ha ideato il cyberavvocato, OpenAI, ha già creato tecnologie in grado di aiutare le persone a contestare le multe utilizzando il chatbot. La contestazione di quest’ultima si baserebbe su semplici leggi alle quali ricorrere, sono infatti numerosi i casi di vittoria da parte del programma.

Secondo quanto dichiarato poche settimane fa, l’imputato sarebbe dovuto essere guidato tramite cuffiette dal chatbot per la prima volta da un legale non umano. Infatti gli era stato chiesto di tenere con sé uno smartphone e degli auricolari.  

Intelligenza artificiale: il progetto ambizioso di DoNotPay

Tutt’oggi non è nota l’identità dell’imputato né i luogo dove si svolgerà la causa legale. Il rischio che qualcosa possa andare storto c’è. Per questo DoNotPay  ha dichiarato che in caso di malfunzionamenti sarà disposta a pagare personalmente il costo stabilito dal giudice. Tema della discordia è una multa per eccesso di velocità.

Il nuovo avvocato creato con l’intelligenza artificiale basa la sua istruzione su numerose cause, leggi e verdetti tutte inserire all’interno del suo database. ChatGP fa parte del progetto OpenAI la fondazione senza scopo di lucro di Elon Musk. Una delle peculiarità del neo avvocato è la competenza e la proprietà di linguaggio, molto simile a quella di un umano.

Il primo tentativo per l’avvocato AI è stato bloccato

L’innovativa causa è stata però bloccata. Browder, il CEO di DoNotPay, ha ricevuto diverse lettere minatorie. Le minacce sarebbero arrivate anche da da diverse associazioni di avvocati statali, con relativa azione penale nei suoi confronti. 

In queste circostanze Bower ha deciso di abbandonare il suo progetto, interrompendo i prodotti legali spinto dalla paura del carcere.

Tutto questo però porta a una domanda importante: l’intelligenza artificiale potrà sostituire il lavoro umano? 

Attualmente i lavori che l’AI è in grado di fare sono quelli meccanici e ripetitivi. La professione di avvocato è composta invece da nozioni, conoscenza, ma anche sentimento e arte retorica. Persino interrogando ChatGPT, dichiara di “non avere sentimenti, di non voler rubare il lavoro, ma che può essere solo d’aiuto per migliorarlo”.

L’intelligenza artificiale non deve essere vista come un nemico, ma più come un aiutante per semplificare la vita. Quali saranno quindi i prossimi lavori AI-based?

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