Lun. Lug 15th, 2024

Brachetto incoronato “Vitigno dell’anno 2024”

Il titolo di “Vitigno dell’anno”, per il 2024, è stato assegnato al Brachetto. L’iniziativa “Vitigno dell’anno” è stata ideata con l’obiettivo di valorizzare e raccontare i vitigni autoctoni del Piemonte al grande pubblico. 

Durante l’ edizione  Vinitaly a Verona, c’è  stato il passaggio di testimone ufficiale tra l’Erbaluce Vitigno dell’anno 2023 e il Brachetto, Vitigno dell’anno 2024.

Il progetto si focalizza sulle produzioni di qualità certificate, le quali caratterizzano profondamente interi territori, che necessitano di specifiche azioni di valorizzazione sul territorio da parte della Regione. 

Il Brachetto: un vitigno antico

Il Brachetto è stato nominato a vitigno dell’anno dall’Assessorato Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca della Regione Piemonte. Un vitigno a bacca nera tra i più antichi in Piemonte. La zona di produzione del Brachetto si estende per più di 900 ettari e comprende 26 comuni, appartenenti alle province di Alessandria ed Asti, nell’Alto Monferrato. 

Il Brachetto d’Acqui DOCG e Brachetto DOC producono diversi tipi di vini ma entrambi esaltano tutte le caratteristiche organolettiche del vitigno. Questi vini hanno un colore porpora o rubino, con riflessi violacei o rosati, un profumo di rosa e frutta matura e un gusto delicato ed inebriante. 

La storia di questo vitigno è una di perseveranza. Infatti, nel XIX secolo, il vitigno fu colpito da un’epidemia di fillossera che lo decimò, tanto che si è quasi estinto. Fu solo a metà del XX secolo che è stato rilanciato. Dopodichè, il vino Brachetto d’Acqui ottenne la DOC nel 1969, poi la DOCG nel 1996.  

Il riconoscimento del Brachetto come Vitigno dell’anno 2024 rappresenta un momento significativo non solo per la regione del Piemonte, ma anche per l’intero panorama vitivinicolo italiano. Il vitigno dà voce alla maestria degli enologi locali e alla dedizione dei viticoltori, che lavorano instancabilmente per preservare e valorizzare questa varietà unica. La sua elezione a Vitigno dell’anno è un tributo alla sua straordinaria versatilità e al suo indiscutibile contributo alla ricchezza del patrimonio enogastronomico italiano.

Fonte: Comunicato Stampa

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