UN PROGETTO DI

Genere e chirurgia tra ostacoli e stereotipi

By Vittoria Feb 12, 2026 0 Comments
genere

Il 73% delle chirurghe percepisce un trattamento diverso da parte dei pazienti a causa del proprio genere, 96,7% si sente esclusa dalle dinamiche di carriera e 83,3% riceve commenti sessisti: è il quadro che emerge dallo studio condotto dai ricercatori di Villa Bella Clinic su 430 chirurghi plastici italiani. Nonostante l’ingresso sempre maggiore delle donne nella professione, persistono stereotipi e ostacoli che influenzano la carriera e le relazioni con i pazienti. Secondo l’indagine, curata dalla dottoressa Mariachiara Fabbri, le chirurghe si trovano spesso a dover fronteggiare richieste di pazienti che preferiscono un medico uomo.

La dottoressa Chiara Botti, docente di Chirurgia plastica presso le Università di Padova, Verona e Università Cattolica di Roma, sottolinea in una nota stampa: «La chirurgia plastica in Italia sta vivendo un cambiamento importante, con un numero sempre maggiore di donne che intraprendono questa professione. Ciò nonostante, la letteratura scientifica non ha ancora indagato a fondo l’impatto di questa trasformazione sulle dinamiche di genere e di carriera, né sulle difficoltà di coniugare vita privata e lavorativa. Il nostro studio si propone di colmare questa lacuna, offrendo per la prima volta un quadro comparativo tra uomini e donne».

Gli uomini, invece, dichiarano raramente di essere penalizzati dal genere. Sul fronte dei commenti inappropriati, emerge un altro dato significativo. Se la maggioranza degli intervistati, 75,8% non ne ha mai ricevuti, tra il 23,5% del campione che li ha ricevuti, l’83,3% sono donne, in particolare tra i 31 e i 50 anni.

La parità di genere nel percorso professionale

«I dati raccolti mettono in luce criticità evidenti e confermano che dobbiamo impegnarci per costruire un percorso professionale davvero equo per uomini e donne. È fondamentale anche lavorare sulla comunicazione con i pazienti per trasmettere aspettative realistiche sui risultati della chirurgia estetica e mettere un freno ai ciarlatani, che finiscono troppo spesso agli onori delle cronache», prosegue in una nota stampa Botti, che è anche direttrice sanitaria di Villa Bella Clinic.

La difficoltà a conciliare lavoro e vita privata riguarda il 77,7% del campione, con un divario significativo tra donne e uomini, rispettivamente 61,3% e 44,1%. Tra chi ha figli, oltre la metà 51,2% ritiene che la carriera abbia ritardato la nascita dei figli, con un impatto maggiore sulle donne, che si attestano il 62,7% rispetto agli uomini al 32,7%. Anche chi non ha figli percepisce limitazioni alla propria carriera, come sostiene il 36,2% del campione. Un paradosso emerge osservando la preoccupazione relativa alla genitorialità: più uomini 28,2% rispetto alle donne 19% temono che avere figli possa influire negativamente sulla propria crescita professionale.

Verso una chirurgia plastica più equa

Il questionario online si rivolge a chirurghi plastici italiani certificati e specializzandi, che ha raccolto complessivamente 430 risposte, con una prevalenza di uomini 77,4 rispetto alle donne 22,6%.

I partecipanti erano distribuiti in tutte le fasce d’età e operavano sia in ambito pubblico che privato. Il sondaggio ha esplorato diversi aspetti della professione, tra cui conciliazione tra vita lavorativa e privata, opportunità di formazione e carriera, burnout, interazioni con i pazienti e difficoltà economiche e legali, analizzando le risposte per genere e fasce d’età, così da offrire un quadro comparativo tra uomini e donne. I ricercatori di Villa Bella Clinic hanno condotto lo studio attraverso un questionario online rivolto a chirurghi plastici italiani certificati e specializzandi. Hanno risposto 430 professionisti (77,4% uomini e 22,6% donne), distribuiti in tutte le fasce d’età e con attività sia in ambito privato che pubblico.

Il sondaggio raccoglie dati su demografia, conciliazione vita-lavoro, opportunità di formazione e carriera, burnout, interazioni con i pazienti, difficoltà economiche e legali. Le risposte sono state analizzate con metodo descrittivo e confrontate per genere e fasce d’età.

Fonte: Infostampa

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