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Cervo, la musica torna tra i carruggi e il mare: arriva la 63ª edizione del Festival

di Redazione Lug 5, 2026
cervo festival di musica da camera foto di enrico defilippiCervo Festival di musica da camera foto di Enrico Defilippi edizione 2025

CERVO (IM) – C’è una Liguria che d’estate non si esaurisce nelle spiagge e nel mare. Sale lungo i carruggi, attraversa i piccoli borghi affacciati sulla costa e trova nella cultura uno dei modi per raccontare il territorio anche oltre la stagione balneare. Cervo ne è da tempo uno degli esempi più riconoscibili.

Il borgo dell’Imperiese si prepara ad accogliere, dal 10 luglio al 28 agosto 2026, la 63ª edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera, manifestazione nata nel 1964 e diventata nel corso di oltre sessant’anni uno degli appuntamenti culturali più longevi dell’estate ligure.

Quindici le serate in programma, distribuite tra tre luoghi differenti: la scenografica Piazza dei Corallini, l’Oratorio di Santa Caterina, edificio romanico nel cuore del centro storico, e il Parco del Ciapà, immerso nella macchia mediterranea.

Una geografia che racconta anche il rapporto particolare tra Cervo e il suo Festival: qui la musica non occupa semplicemente uno spazio, ma entra nel paesaggio e nella storia del borgo.

Da Sándor Végh a oggi, una storia iniziata quasi per caso

La storia del Festival comincia prima della sua fondazione ufficiale. Nel 1962 il violinista e direttore d’orchestra ungherese Sándor Végh arrivò a Cervo per sostituire l’amico Franco Vallora durante un concerto di beneficenza destinato al restauro della chiesa di San Giovanni Battista.

Il borgo e soprattutto l’acustica del sagrato della Chiesa dei Corallini colpirono Végh, che poco dopo propose al Comune la creazione di una manifestazione musicale. Nel 1964 nacquero così le prime “Serate musicali”, dalle quali avrebbe preso forma il Festival Internazionale di Musica da Camera.

Da allora dalla Piazza dei Corallini sono passati alcuni dei protagonisti della scena musicale internazionale. Il Festival ha progressivamente ampliato i propri linguaggi, affiancando alla tradizione cameristica jazz, contaminazioni contemporanee e incontri tra musica e parola, senza perdere il rapporto con il luogo che ne aveva determinato la nascita.

È anche per questo che tornare a parlare di Cervo sulle pagine de Lo Scopri Notizie, dopo gli approfondimenti che negli anni hanno accompagnato il racconto del borgo e della Riviera ligure, significa ritrovare uno dei temi che ne hanno costruito l’identità culturale: la capacità di trasformare un piccolo centro storico in un luogo d’incontro tra territorio, turismo e cultura.

“L’Arte del Dialogo” al centro dell’edizione 2026

L’edizione 2026 introduce una novità nella storia della manifestazione. Per la prima volta il Festival viene costruito attorno a un unico tema: “L’Arte del Dialogo”.

Il programma prova così a mettere in relazione generazioni, linguaggi e culture differenti, attraversando musica classica, jazz, world music, canzone d’autore e narrazione.

Accanto a questo percorso trova spazio “Risonanze – Végh e il violino del nostro tempo”, progetto composto da quattro concerti dedicati alla memoria del fondatore. Il programma prevede anche nuove opere commissionate a giovani compositori under 35, mettendo in relazione la tradizione dalla quale è nato il Festival con la produzione musicale contemporanea.

Paolo Fresu apre il Festival il 10 luglio

L’inaugurazione è prevista venerdì 10 luglio, in Piazza dei Corallini, con Paolo Fresu e Pierpaolo Vacca.

Tromba, flicorno ed effetti elettronici per Fresu, organetto ed elettronica per Vacca: il progetto parte dalle tradizioni musicali della Sardegna per costruire un incontro tra suoni del passato e linguaggi contemporanei.

È un’apertura che anticipa la direzione scelta per l’intero cartellone: il dialogo tra generi apparentemente lontani e la possibilità di utilizzare la musica come terreno comune.

Tra i protagonisti attesi nelle settimane successive figurano Paolo Jannacci, che il 24 luglio porterà a Cervo Jannacci arrenditi! La città ascolta, Giovanni Sollima con Carlotta Maestrini, Fabrizio Bosso con Bebo Ferra e Aldo Cazzullo, protagonista il 13 agosto di Francesco, accompagnato dagli interventi musicali del Ring Around Quartet.

La musica classica e l’eredità del Festival

La musica da camera resta però uno degli assi centrali della programmazione.

Il cartellone 2026 comprende il pianista Dmitry Yudin, secondo premio ex aequo al Concours Géza Anda 2024, Jingzhi Zhang e Umberto Ruboni, Aoife Ní Bhriain e Cormac McCarthy, il Quartetto Eos, Fabiola Tedesco e, per l’appuntamento conclusivo del 28 agosto, il pianista Chi Ho Han.

Il progetto “Risonanze” riporta inoltre al centro il violino, strumento di Sándor Végh, trasformando il richiamo alla figura del fondatore non soltanto in un’operazione di memoria, ma in un’occasione per sostenere nuova musica e nuove generazioni di interpreti e compositori.

Cervo oltre il mare: il borgo come parte dello spettacolo

Raccontare il Festival significa inevitabilmente raccontare anche Cervo.

Il centro storico conserva la struttura del borgo medievale, arroccato sulla collina sopra il mare. I carruggi salgono verso Piazza dei Corallini e la chiesa barocca di San Giovanni Battista, diventata una delle immagini più riconoscibili del paese.

È proprio qui che il Festival ha trovato la propria casa e costruito buona parte della sua identità. La piazza non è un auditorium trasferito all’aperto: facciate, sagrato, panorama e particolare acustica contribuiscono alla dimensione degli spettacoli.

Negli anni Cervo ha inoltre costruito intorno alla cultura una programmazione più ampia. Accanto al Festival musicale sono nati appuntamenti dedicati alla letteratura come Cervo in blu d’inchiostro e Cervo ti Strega, che porta in Piazza dei Corallini i finalisti del Premio Strega.

Una scelta che ha progressivamente rafforzato l’immagine del borgo come destinazione culturale della Riviera, offrendo un motivo per raggiungerlo che va oltre il tradizionale binomio estate-spiaggia.

Il Festival Internazionale di Musica da Camera resta il punto da cui questa storia è partita: un’intuizione nata oltre sessant’anni fa dall’incontro tra un musicista, un piccolo borgo ligure e l’acustica inattesa di una piazza affacciata sul Mediterraneo.

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