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Imperia oltre il mare: musei, borghi e luoghi da scoprire tra Oneglia e Porto Maurizio

di Redazione Ago 18, 2026
borgo foce imperia credits sito comune di imperia

Imperia è una città che richiede più di uno sguardo. Il mare è naturalmente il primo elemento che la identifica, ma fermarsi alla costa significa raccontarne soltanto una parte. Tra Oneglia e Porto Maurizio, le due anime che dal 1923 formano la città, si incontrano musei, ville, borghi storici, architetture religiose, porticcioli e passeggiate che restituiscono un’identità molto più articolata.

Un possibile punto di partenza è il patrimonio culturale. Il circuito Imperia Musei lo sintetizza nella formula «Una città, tre musei, quattro esperienze»: Villa Grock con il Museo del Clown, Villa Faravelli con il M.A.C.I., il Museo Navale e il Planetario. Luoghi molto differenti tra loro che permettono di attraversare arte, storia, mare, spettacolo e scienza. (imperiamusei.it)

Tre musei, quattro modi di conoscere Imperia

Nel circuito rientra Villa Grock, con il Museo del Clown, uno dei luoghi più originali e riconoscibili della città. La dimora appartenuta ad Adrien Wettach, in arte Grock, e il suo parco monumentale raccontano l’universo creativo di uno dei più celebri clown del Novecento. Un luogo al quale, proprio per la sua particolarità e per le iniziative dell’estate 2026, abbiamo dedicato un approfondimento specifico.

Esterni Villa Grock - credits Musei Imperia
Esterni Villa Grock credits Musei Imperia

Il viaggio nei musei cittadini può quindi proseguire a Villa Faravelli, sede del M.A.C.I. – Museo Arte Contemporanea Imperia.

La villa, costruita negli anni Trenta, è già di per sé parte della visita. Al suo interno il percorso museale conduce invece nell’arte del Novecento e contemporanea, offrendo un registro completamente diverso rispetto all’universo fantastico di Grock. Il museo ospita la collezione permanente di arte contemporanea e la Collezione Architetto Lino Invernizzi, con opere di alcuni dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento.

Museo Navale, la città raccontata dal Mediterraneo

Per comprendere Imperia bisogna inevitabilmente tornare al mare. Non soltanto quello delle spiagge e delle vacanze, ma quello che per secoli ha significato navigazione, lavoro, commercio e conoscenza.

Il Museo Navale, negli ex Magazzini Generali di Calata Anselmi a Porto Maurizio, racconta proprio questo rapporto. Le collezioni e il percorso espositivo permettono di entrare nella storia della marineria attraverso reperti, documenti, strumenti e testimonianze legati alla navigazione.

È una tappa che aiuta anche a leggere diversamente la città contemporanea: porti e approdi non sono semplicemente elementi del paesaggio, ma il risultato di un legame storico con il Mediterraneo che ha contribuito allo sviluppo del territorio.

Dal mare al cielo: il Planetario

Nello stesso complesso di Calata Anselmi si trova il Planetario di Imperia, quarta esperienza proposta dal circuito museale. L’accostamento con il Museo Navale non è poi così casuale. Per secoli osservare il cielo ha significato anche riuscire a navigare e orientarsi. Mare e astronomia diventano quindi due capitoli di uno stesso racconto sulla conoscenza e sull’esplorazione.

Il Planetario amplia inoltre il pubblico del circuito grazie a spettacoli, osservazioni e attività divulgative dedicate anche a bambini, ragazzi e famiglie.

Il Parasio, il cuore antico di Porto Maurizio

Dai musei si può passare alla città all’aperto. Uno dei luoghi da non perdere è il Parasio, il nucleo storico di Porto Maurizio. È una parte di Imperia che conviene scoprire a piedi, salendo lentamente tra vicoli, piazzette, palazzi e scorci che si aprono improvvisamente sul Mediterraneo.

Tra i luoghi più suggestivi si trovano le Logge di Santa Chiara, parte del complesso dell’omonimo monastero e affacciate direttamente sul mare. Le logge costituiscono uno degli scenari più riconoscibili della città e continuano a essere utilizzate anche per iniziative culturali e musicali.

A caratterizzare Porto Maurizio è anche la Basilica di San Maurizio, imponente presenza monumentale che domina questa parte della città e rappresenta uno dei principali edifici religiosi della Liguria occidentale.

Borgo Foce e la passeggiata sul mare

Scendendo dal Parasio si raggiunge Borgo Foce, antico borgo di pescatori nato nel punto in cui il torrente Caramagna incontra il mare. Il piccolo porto, le imbarcazioni e le case liguri colorate conservano una dimensione più raccolta rispetto alle zone maggiormente urbane di Imperia. È uno di quei luoghi nei quali non è necessario cercare una particolare attrazione: è il borgo stesso a meritare la passeggiata.

Da qui parte inoltre il percorso pedonale che conduce verso Borgo Marina, conosciuto come Passeggiata degli Innamorati, uno dei tratti più piacevoli per osservare la costa e il rapporto tra la città e il mare.

Proseguendo si incontrano Borgo Marina, il porto turistico e le spiagge di Porto Maurizio, fino alle altre zone costiere della città.

Oneglia, l’altra anima di Imperia

Imperia cambia nuovamente volto quando si raggiunge Oneglia. Se Porto Maurizio conserva maggiormente l’atmosfera del borgo storico affacciato sul Mediterraneo, Oneglia presenta un carattere più urbano e commerciale. Uno dei suoi luoghi simbolo è Calata Cuneo, con le facciate degli edifici rivolte verso il porto e una presenza di locali e ristoranti che ne fa anche uno dei punti più frequentati nelle ore serali.

Nel centro storico si trova la Basilica di San Giovanni Battista, mentre le vie e i portici raccontano un’altra parte della storia cittadina.

Passeggiare tra Oneglia e Porto Maurizio consente così di capire una caratteristica essenziale di Imperia: non si tratta semplicemente di due quartieri differenti, ma di due centri che hanno conservato fisionomie riconoscibili all’interno della stessa città.

L’olio, un altro pezzo della storia imperiese

C’è poi un elemento che lega Imperia al suo entroterra: l’olivo. La cultura dell’olio e dell’oliva Taggiasca appartiene profondamente alla storia economica e agricola del territorio. Per approfondirla, a Oneglia si trova il Museo dell’Olivo Carlo Carli, nato dalla collezione della famiglia Carli e dedicato alla storia dell’olivo e dell’olio attraverso reperti archeologici, oggetti, strumenti e testimonianze provenienti da epoche e territori differenti.

È una tappa interessante anche perché permette di collegare la città costiera alle colline che la circondano, dove uliveti, terrazzamenti e muri a secco continuano a disegnare il paesaggio.

Imperia da percorrere in bicicletta

Negli ultimi anni anche la mobilità lenta ha aggiunto una nuova possibilità per scoprire la città. La ciclabile di Imperia consente di percorrere diversi tratti della costa e offre una prospettiva differente sul territorio. Il Comune la inserisce tra le esperienze attraverso le quali conoscere la destinazione insieme a Villa Grock, Borgo Parasio, Museo Navale e Planetario.

La bicicletta diventa così uno strumento particolarmente adatto alla geografia imperiese: permette di spostarsi tra quartieri, mare e punti di interesse senza perdere il rapporto diretto con il paesaggio.

Non soltanto costa: i borghi dell’entroterra

C’è infine un’Imperia meno conosciuta, che comincia appena ci si allontana dal mare.

Il territorio comunale comprende frazioni e antichi nuclei come Montegrazie e Moltedo, immersi nel paesaggio delle colline liguri. Qui cambiano nuovamente ritmi e prospettive: caruggi, case in pietra, chiese, uliveti e terrazzamenti sostituiscono progressivamente porti e passeggiate costiere.

Montegrazie conserva, tra gli altri luoghi di interesse, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, mentre a Moltedo si trova la chiesa di San Bernardo, che conserva un’opera attribuita alla scuola di Van Dyck.

Ed è forse proprio questa varietà la caratteristica più interessante di Imperia. In pochi chilometri si può passare dall’arte contemporanea alla storia della navigazione, dal Planetario a un borgo di pescatori, dai vicoli del Parasio a Calata Cuneo, dalla spiaggia agli uliveti.

Una città che non si esaurisce nel mare e che, proprio mettendo insieme le sue diverse identità, offre più di un motivo per essere scoperta anche fuori dalla stagione balneare.

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