Il Piemonte porta a Rimini non solo i suoi prodotti, ma un vero e proprio racconto fatto di qualità, identità e sfide internazionali. In occasione di Macfrut 2026, la Regione si presenta con un programma ricco di degustazioni, show-cooking e una nuova campagna social dedicata alla frutta, puntando a rafforzare la propria presenza nei mercati europei in un momento complesso per il settore.
Il comparto frutticolo del Piemonte si presenta a Macfrut. Fruit & Veg Professional Show, fra le più importanti fiere B2B del settore in Europa, in programma al Rimini Expo Centre da martedì 21 a giovedì 23 aprile 2026. Il ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida ha visitato lo stand del Piemonte e gustato le specialità della frutticoltura in abbinamento con altre eccellenze agroalimentari della regione.
Settore strategico tra numeri e sfide globali al Macfrut2026
«Il Piemonte è un grande protagonista della frutticoltura italiana e fra i principali poli frutticoli italiani. Su 40.483 aziende agricole piemontesi, ben 13.965 sono aziende frutticole con 52.914 ettari di superficie dedicata, pari a circa il 20% della superficie agricola coltivata regionale. L’edizione 2026 di Macfrut è molto attesa perché è l’appuntamento in cui si misura la resilienza della nostra produzione – che ha sempre puntato sulla qualità – rispetto ai cambiamenti dei mercati e alla sfida dell’aumento delle materie prime e dei costi di produzione causati dagli incerti della situazione internazionale», spiega in una nota stampa l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, presente alla manifestazioni.
Negli ultimi anni il comparto frutticolo europeo sta vivendo una fase di forte pressione, determinata da cambiamenti climatici sempre più estremi, aumentando dei costi di produzione, nuove emergenze fitosanitarie e crescente competizione internazionale. «In questo scenario – sottolinea in una nota stampa Bongioanni – il sistema frutticolo piemontese sta dimostrando una capacità di tenuta superiore rispetto a molte altre realtà nazionali ed europee, grazie alla forte organizzazione delle filiere, alla qualità della produzioni e alla presenza di strutture di ricerca e innovazione molto radicate nel territorio su cui stiamo decisamente puntando le nostre politiche».
Macfrut2026: il Piemonte si fa assaggiare
Lo spazio della Regione Piemonte (Padiglione 3 – Stand 115) propone un ricco programma di show-cooking, presentazioni e degustazioni coordinate dalla Direzione Agricoltura e dedicate agli operatori in fiera.
L’obiettivo è far conoscere i gioielli della frutticoltura piemontese e i loro abbinamenti con le altre eccellenze dell’agroalimentare piemontese all’insegna del brand Piemonte is – Eccellenza Piemonte: battuta di carne di razza Piemontese con mele rosse Cuneo Igp e Nebbiolo delle Langhe Docg; Riso di Baraggia Biellese e Vercellese Dop agli asparagi e Roccaverano Dop con Gavi Docg e ai mirtilli e Salsiccia i Bra con Barbera Superiore Docg; Panna cotta ai lamponi e Asti Spumante Docg Vino dell’Anno 2026; Zabajone e torta di Nocciole del Piemonte Igp con Moscato d’Asti Igp e molte altre preparazioni.
L’assessore Bongioanni illustra in una nota stampa il significato e l’obiettivo dell’iniziativa: «Raccontiamo il Piemonte attraverso show-cooking in cui facciamo conoscere le nostre eccellenze e le facciamo degustare, ricordando a chi ci viene a trovare che il Piemonte è fra le prime quattro regioni italiane per produzione frutticola, la prima per quella della nocciola e la seconda per quella della mela. Grazie ai nostri maestri di cucina, che ormai portano la divisa di Piemonte Is – Eccellenza Piemonte insieme al logo della Cucina Italiana Patrimonio Unesco, si avvia un racconto che crea un’emozione rafforzata dalla degustazione fra commensali, e che dà così vita a quel passaparola che è la prima e più potente forma di marketing».
Campagna social e prospettive del comparto
A Macfrut 2026 la Regione Piemonte lancia anche la campagna video social Piemonte-Is Frutta: “La frutta è salute, gusto, educazione, sostenibilità e identità. PiemonteIs Frutta: energia sana, buona, piemontese”. Due brevi e divertenti video animati in stile cartoon, che saranno diffusi sui canali di Piemonte Is e della Regione, e destinati uno ai più piccoli e l’altro degli adolescenti per raccontare con il loro linguaggio quanto la frutta piemontese sia buona e faccia bene.
I produttori piemontesi presenti a Rimini si presentano sotto il cappello di Aop Piemonte presieduta da Domenico Sacchetto, l’associazione che dal 2010 unisce 8 organizzazioni di produttori, 30 cooperative, 3 filiali, 40 magazzini di confezionamento e stoccaggio e 2.114 produttori che coltivano oltre 18 mila ettari di superficie agricola per un fatturato di oltre 264 milioni di euro. I prodotti fiore all’occhiello della frutticoltura piemontese cui Aop Piemonte dedica un focus speciale a Macfrut sono la Mela Rossa Cuneo Igp, la Castagna Cuneo Igp e la Nocciola Piemonte Igp.
I dati della frutticoltura piemontese
Il melo resta la principale coltura frutticola regionale. Pesco e actinidia sono in linea con le dinamiche osservate anche in Paesi europei. Emergono filiere in significativa cresctia: la frutta secca con 33.987 ettari complessivi; il nocciolo con 28.000 ettari; il castagno conn 4619 ettari e i piccoli frutti, con il mirtillo che raggiunge 774 ha nel 2024, confermando un trend di crescita costante. In aumento anche la diffusione del biologico, con percentuali significative (28,3% mirtillo; 26% castagno; 18,5% frutta fresca; 13% nocciolo). Questi dati confermano come il Piemonte stia evolvendo verso un modello frutticolo sempre più orientato alla qualità, alla sostenibilità e alla diversificazione delle produzioni.
«Siamo alla fine della campagna 2025 – il commento in nota stampa di Domenico Sacchetto – e il blocco per esportare non incide più di tanto. La preoccupazione è semmai per il raccolto di quest’anno perché il gasolio e i fertilizzanti sono aumentati a dismisura e quindi registriamo costi di produzione molto più alti. Da agosto in poi prevediamo l’impatto sulla commercializzazione per via degli aumenti degli imballagi, dell’energia elettrica e dei trasporti. Ci auguriamo che la crisi si risolva prima, per scongiurare ulteriori penalizzazioni e la crisi per molte piccole aziende».
Fonte: Comunicato stampa Regione Piemonte



