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Dom. Mag 17th, 2026

Sanità piemontese: 5 milioni per le prestazioni aggiuntive

Medical staff in blue scrubs holding a clipboard, stethoscope around neck, in a clinical setting.

Un piano per sostenere il sistema sanitario nei mesi del periodo estivo. Un intervento mirato per affrontare le criticità più immediate della sanità piemontese, senza perdere di vista le fragilità strutturali. È in questo equilibrio che si inserisce l’accordo siglato dalla Regione Piemonte con le sigle sindacali Cisl Fp, Fials, Nursind, Nursing Up, che prevede lo stanziamento di risorse una tantum, disponibili dal 1° maggio al 30 settembre, fino a 5 milioni di euro per finanziare le prestazioni aggiuntive del personale sanitario.

«La Regione Piemonte destina, in via straordinaria, risorse fino a 5 milioni di euro – precisa in una nota stampa l’assessore alla Sanità Federico Riboldi È un segnale di grande attenzione alle istanze che sono state rappresentate dai sindacati nelle scorse settimane e che sono state accolte al termine di un confronto anche serrato nel merito ma sempre improntato alla soluzione dei problemi. Un metodo che fin dal primo giorno ha caratterizzato il mio operato. Un particolare ringraziamento al presidente Cirio che, come sempre, ci ha aiutato a trovare le risorse all’interno del bilancio regionale».

Il tema delle esternalizzazioni in sanità piemontese

La distribuzione dei fondi sarà affidata alla Direzione Sanità regionale che terrà conto di tre principali criteri: consistenza delle liste d’attesa, criticità del sistema 118 e capacità di produzione aggiuntiva.

L’accordo si inserisce anche in un quadro più ampio di contenimento delle esternalizzazioni, tema particolarmente sensibile per il sistema sanitario pubblico. Ridurre il ricorso a servizi affidati a soggetti esterni rappresenta infatti una delle priorità dichiarate.

Tra risposta immediata e criticità strutturali

Nonostante il valore dell’intesa, restano aperte alcune questioni di fondo. Tra queste, la più rilevante è la carenza di personale sanitario, che continua a rappresentare un limite alla piena efficienza del sistema. I sindacati Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up riconoscono come l’istituto delle prestazioni aggiuntive non sia la soluzione, ritengono giusto che i lavoratori siano remunerati adeguatamente.

«Le prestazioni aggiuntive non possono essere considerate una soluzione definitiva. Si tratta di uno strumento utile nell’immediato, ma che rischia di gravare ulteriormente sui professionisti già sottoposti a carichi di lavoro elevati. Il vero nodo resta la carenza di personale, che può essere risolta attraverso un piano serio e strutturato di assunzioni», commenta Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta.

Il prossimo incontro, fissato per il 30 aprile 2026, verterà sulla definizione dei criteri di ripartizione delle risorse tra le aziende sanitarie, guardando con attenzione al confronto programmato per settembre, momento in cui si valuterà l’eventuale necessità di ulteriori finanziamenti.

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