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Assistenza multidisciplinare in gravidanza: un’unica rete salva due gemelline

By Vittoria Mag 12, 2025 0 Comments
assistenza multidisciplinare in gravidanza

Quando si affronta una situazione complessa come una gravidanza gemellare a rischio, l’assistenza multidisciplinare può fare la differenza. È quanto accaduto all’Ospedale San Giacomo di Novi Ligure. Una giovane donna è, infatti, stata seguita con successo. Il tutto grazie a un lavoro coordinato garantendo cure tempestive ed efficaci per lei e per le sue due figlie.

A 34 settimane di gravidanza gemellare monocoriale biamniotica, Giulia è stata ricoverata d’urgenza il 23 gennaio 2024 all’Ospedale San Giacomo di Novi Ligure in seguito di forti contrazioni e della rottura premature delle membrane. Qui entra subito in azione un’équipe multidisciplinare che, in sala operatoria, procede con un taglio cesareo d’emergenza.

La gestazione monocoriale biamniotica è una condizione rara e ad alto rischio. I due feti, infatti, pur condividendo la stessa placenta, si sviluppano in sacchi amniotici distinti. Per la complessità della situazione, Giulia era già stata, infatti, seguita da un centro specialistico di III livello. Una struttura, quindi, in grado di monitorare ogni fase con la massima attenzione.

Quando l’approccio multidisciplinare fa la differenza

Le due gemelline nascono premature ma in condizioni complessivamente buone. Una pesa 2400 grammi e l’altra 2500. Il punteggio Apgar rilevato nei primi minuti di vita, pari a 6, segna una sofferenza moderata che richiede un monitoraggio attento.

Trasferite tempestivamente alla Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Alessandria, le piccole ricevono cure specialistiche . Dopodiché possono fare ritorno a Novi Ligure. Lì proseguiranno il loro percorso presso la Struttura Complessa di Pediatria diretta da Marco Aicardi. È qui che si completa un iter iniziato con una diagnosi precoce, continuato con un intervento tempestivo e concluso con un’assistenza integrata.

«Ho avuto paura, ma no mi sono sentita sola nemmeno per un momento. Ogni medico, ogni infermiere, era lì per noi. Vedere le mie bambine oggi, forti e serene, è il dono più grande», ha raccontato in una nota stampa, con emozione, la neo mamma Giulia.

«Le gravidanze gemellari monocoriali richiedono un’attenzione altissima. In questo caso, la tempestività dell’intervento e il lavoro in rete tra strutture sanitarie hanno fatto la differenza – ha dichiarato in una nota stampa Marcella Capeto, Direttore della SC Ostetricia e Ginecologia di Novi Ligure, che ha attentamente seguito il caso -. Il ruolo della rete ospedaliera è stato determinante. Il coordinamento tra l’equipe ostetrica, il personale anestesiologico e neonatologico presente in sala operatoria, e successivamente la struttura di Terapia Intensiva Neonatale dell’AOU diretta da Alberto Ricotti e il reparto di Pediatria di Novi Ligure, ha garantito un’assistenza continua e qualificata».

Non solo competenze, ma anche umanità

Oggi mamma e figlie stanno bene. Il loro percorso rappresenta un esempio concreto di buona sanità. È il risultato non solo di competenze cliniche ma anche della capacità di lavorare in squadra. Dietro ogni intervento, infatti, c’è un impegno coordinato e spesso silenzioso di medici, infermieri e operatori. Figure che, con attenzione e dedizione, accompagnano e tutelano la vita nei suoi momenti più delicati.

«Questo caso – ha sottolineato in una nota stampa Francesco Marchitelli, Direttore Generale dell’Asl AL – rappresenta un esempio concreto di medicina integrata: ogni fase, dalla diagnosi alla nascita, dalla terapia intensiva neonatale al follow-up pediatrico, è stata affrontata con un approccio multidisciplinare, nel rispetto non solo delle esigenze cliniche ma anche di quelle emotive e psicologiche della madre e delle bambine».

«Il lavoro congiunto e multidisciplinare non solo di un Ospedale, ma di Aziende Sanitarie diverse, dimostra come la sanità pubblica possa rispondere a 360 gradi alle sfide che quotidianamente le si propongono – ha dichiarato in una nota stampa l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – Nel caso specifico, le professionalità messe in campo hanno permesso a Giulia e alle due gemelline di superare egregiamente un momento di apprensione e stress. Un grazie di cuore, quindi, a tutti coloro che hanno contribuito a questo successo».

Fonte: Comunicato Stampa Regione Piemonte

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