Il programma è rivolto alle persone nate tra il 1969 e il 1989 e residenti in Piemonte, compresi gli stranieri temporaneamente presenti. Il test è volontario, gratuito, non richiede la ricetta medica e permette di individuare un’infezione che può rimanere priva di sintomi per anni.
Chi può aderire allo screening
Lo screening gratuito per l’epatite C proseguirà in Piemonte fino al 31 dicembre 2026. Possono aderire le persone nate tra il 1969 e il 1989 e residenti nella regione, compresi i cittadini stranieri temporaneamente presenti.
L’obiettivo è individuare precocemente le infezioni da virus HCV non ancora diagnosticate. L’epatite C, infatti, può svilupparsi senza sintomi evidenti: nella fase iniziale circa il 70 per cento delle persone infette non sa di aver contratto il virus.
Se non viene diagnosticata e trattata, l’infezione può diventare cronica e, nel tempo, provocare gravi danni al fegato, fino alla cirrosi e al tumore epatico. Non esiste un vaccino, ma le attuali terapie antivirali orali consentono di guarire oltre il 95 per cento dei pazienti trattati.
La diagnosi precoce permette quindi di iniziare tempestivamente le cure, prevenire le complicanze e ridurre la circolazione del virus.
Come effettuare il test nel Novarese
Lo screening è volontario e completamente gratuito. Nell’ASL Novara può essere effettuato mediante:
- un test sierologico per la ricerca degli anticorpi anti-HCV su prelievo di sangue;
- un test rapido capillare, attraverso una piccola quantità di sangue prelevata dalla punta di un dito;
- un test rapido salivare.
I test rapidi possono essere proposti durante open day, eventi e manifestazioni oppure nelle strutture sanitarie appositamente organizzate.
Non serve la ricetta medica e non è necessario presentarsi a digiuno. Il giorno del test occorre portare un documento di identità valido e la tessera sanitaria oppure, per gli stranieri temporaneamente presenti, il codice STP.
Per aderire è possibile registrarsi sulla piattaforma regionale di preadesione. Le persone iscritte vengono successivamente contattate dall’ASL per fissare l’appuntamento.
Modalità, documentazione e informazioni aggiornate sono consultabili nella pagina dedicata allo screening dell’epatite C dell’ASL Novara.
Cosa succede in caso di positività
Il test di primo livello ricerca gli anticorpi specifici contro il virus dell’epatite C. Un risultato positivo indica che la persona è entrata in contatto con il virus, ma richiede ulteriori accertamenti per verificare se l’infezione è ancora attiva.
Nel Novarese, in caso di positività, il personale sanitario dell’ASL avvia gli approfondimenti necessari oppure indirizza la persona al centro specialistico di riferimento della Medicina 1 dell’Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara.
Il centro completa il percorso diagnostico e, quando necessario, concorda l’inizio della terapia antivirale.
In Piemonte oltre 115 mila test
Dal novembre 2021 alla fine del 2025, secondo i dati diffusi dalla Regione Piemonte, sono state sottoposte allo screening 115.417 persone, 100 delle quali sono risultate positive all’HCV.
La proroga fino al termine del 2026 offre un’ulteriore opportunità per raggiungere chi, non avendo sintomi, potrebbe non percepire la necessità di controllarsi. È proprio la natura spesso silenziosa dell’infezione a rendere lo screening uno strumento essenziale di prevenzione.

