La Città della Salute è la prima struttura pubblica piemontese a eseguire internamente l’esame di profilazione molecolare, utile a individuare le terapie più appropriate per le pazienti. Un passo avanti nella diagnosi molecolare del tumore ovarico. Alla Città della Salute e della Scienza di Torino il test HRD, Homologous Recombination Deficiency, viene ora eseguito direttamente all’interno dei laboratori dell’ospedale pubblico.
L’esame di profilazione molecolare permette di ottenere informazioni indispensabili per identificare i farmaci più efficaci contro il carcinoma ovarico e orientare il percorso verso terapie personalizzate.
Fino a oggi le pazienti seguite dall’ospedale Sant’Anna effettuavano lo screening biologico attraverso laboratori privati esterni. Con l’attivazione del nuovo servizio, la Città della Salute diventa la prima struttura pubblica del Piemonte a gestire internamente l’intero processo.
Dove viene eseguito il test HRD
Il test è operativo presso il Laboratorio di Patologia Molecolare dell’Anatomia Patologica universitaria delle Molinette, all’interno della NGS facility del Dipartimento di Medicina di Laboratorio.
La possibilità di svolgere l’esame direttamente in ospedale punta a ridurre i tempi di attesa e a integrare maggiormente la diagnosi molecolare nel percorso di cura delle donne con tumore ovarico.
L’attivazione del servizio è il risultato di un progetto durato un anno, realizzato grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo e al supporto della Fondazione Ricerca Molinette.
Due milioni di euro per modernizzare l’Anatomia Patologica
La Fondazione Compagnia di San Paolo ha sostenuto il programma strategico di modernizzazione infrastrutturale e tecnologica della Struttura complessa di Anatomia Patologica con un contributo complessivo di 2 milioni di euro. L’acquisto della strumentazione necessaria per effettuare il test HRD rappresenta il primo passo del programma.
La Fondazione Ricerca Molinette si è occupata della progettazione, della rendicontazione e degli acquisti e formalizzerà con un atto pubblico la donazione della tecnologia all’ospedale.
Alberto Anfossi, segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha dichiarato:
«Il contributo per la modernizzazione dell’Anatomia Patologica delle Molinette nasce dalla volontà di offrire diagnosi più rapide, precise e personalizzate, mettendo la tecnologia al servizio dei percorsi di cura con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza e rafforzare la capacità di ricerca, anche in riferimento al potenziamento delle collaborazioni ad alto impatto clinico tra Atenei. È la direzione indicata dal nostro Piano Strategico: sostenere cambiamenti strutturali della sanità pubblica attraverso programmazione, innovazione e collaborazione tra soggetti diversi. La Rete delle fondazioni ospedaliere piemontesi, promossa insieme alla Regione Piemonte, rappresenta il contesto in cui questa visione prende forma, trasformando le priorità della sanità in interventi concreti e capaci di generare benefici duraturi.»
Diagnosi e terapie personalizzate per il tumore ovarico
L’esecuzione interna del test consentirà di ottimizzare il percorso diagnostico-assistenziale e di favorire una collaborazione più stretta tra le diverse professionalità coinvolte nella cura delle pazienti.
Paola Cassoni, vicerettrice per l’area medica dell’Università di Torino e direttrice del Dipartimento di medicina di laboratorio, ha dichiarato:
«Accogliamo con grande senso di responsabilità e soddisfazione il generoso contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, grazie al quale il Presidio Molinette dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino è ora il primo ospedale pubblico del Piemonte a erogare il test HRD per le pazienti affette da carcinoma ovarico. La possibilità di eseguire il test direttamente nei nostri laboratori rappresenta un significativo avanzamento nella qualità del percorso diagnostico-assistenziale, poiché consente di ottimizzare l’intero processo e di favorire una più stretta integrazione tra le diverse professionalità coinvolte. La condivisione interdisciplinare dei risultati permetterà di formulare decisioni terapeutiche sempre più appropriate e personalizzate per ciascuna paziente. La strumentazione acquisita consente, inoltre, di ampliare l’offerta di analisi molecolari avanzate anche ad altre tipologie di tumori, oltre al carcinoma ovarico, contribuendo al miglioramento e all’efficientamento dei percorsi di diagnosi e cura di numerosi pazienti oncologici della Regione.»
La nuova strumentazione potrà quindi essere utilizzata anche per ampliare l’offerta di analisi molecolari avanzate dedicate ad altre tipologie di tumore.
La ricerca arriva fino alla paziente
Massimo Segre, presidente della Fondazione Ricerca Molinette, ha dichiarato: «Da oggi le donne con tumore ovarico hanno la risposta molecolare dentro l’ospedale pubblico, senza più rivolgersi a laboratori esterni. La Fondazione Ricerca Molinette ha reso possibile questo passaggio, che è la nostra missione: portare la ricerca fino alla paziente. È la prova che la Rete, quando le fondazioni piemontesi lavorano insieme, produce risultati concreti per la salute pubblica. Questo importante risultato è stato raggiunto grazie alla competenza scientifica e alla passione per il proprio lavoro della prof.ssa Paola Cassoni, il cui impegno costante è stato determinante per portare a termine il progetto»
Una rete a sostegno della sanità pubblica piemontese
Il progetto rientra nelle attività della Rete delle fondazioni ospedaliere ed enti non profit piemontesi, promossa dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. La Rete riunisce fondazioni ed enti non profit che sostengono la sanità pubblica, con l’obiettivo di trasformare i bisogni espressi dai territori e condivisi con la programmazione regionale in progetti concreti di ricerca, innovazione e miglioramento delle cure.
Attraverso la condivisione di competenze, capacità progettuali e risorse, la collaborazione intende rafforzare la risposta del sistema sanitario regionale e favorire la diffusione di modelli replicabili su tutto il territorio piemontese.
Fonte: comunicato stampa

