Dalle botteghe del centro alle aziende agricole di montagna, la nuova selezione racconta un territorio che custodisce le proprie ricette e sperimenta nuove idee. Dal 24 al 27 settembre, molti Maestri si incontrano in Piazza Carlo Alberto durante Terra Madre Salone del Gusto.
Che cosa hanno in comune un produttore di marroni della Valle di Susa, un birrificio che recupera il pane invenduto e una pasticceria che sperimenta nuove ricette? Fanno parte delle storie rappresentate dai Maestri del Gusto di Torino e provincia: 215 realtà selezionate per il biennio 2027-2028, di cui 28 alla prima nomina.
Il riconoscimento attraversa 24 categorie e disegna una mappa ben più ampia della città: 77 Maestri si trovano a Torino, 138 nel resto della provincia. In tutto sono 95 i comuni che ospitano almeno un’attività premiata. Le aziende agricole formano il gruppo più numeroso, seguite da gelaterie e pasticcerie, ma nell’elenco trovano posto anche molini, case da tè e produttori di olio.
Tradizioni che cambiano insieme al territorio
Tra i nuovi Maestri ci sono attività concentrate su prodotti specifici, come il rabarbaro o il marrone di Susa, e imprese che cercano modi diversi di produrre: formaggi preparati con solo caglio vegetale, biscotti ottenuti recuperando le trebbie della birra, farine macinate nel vecchio molino del paese. Accanto a loro, forni contemporanei e nuove proposte di pasticceria mostrano quanto spazio ci sia ancora per inventare.

Il titolo, però, non viene assegnato una volta per tutte. La selezione è biennale e coinvolge Camera di commercio di Torino, Slow Food Italia e Laboratorio Chimico camerale. Vengono valutati gusto, legame con il territorio, aspetti amministrativi e sicurezza alimentare. Sono previste anche visite a sorpresa e in incognito, e ogni due anni vengono riesaminate le attività già premiate. La Camera di commercio descrive qui il percorso di selezione.
«Il loro ruolo di valorizzatori del patrimonio gastronomico e promotori di un artigianato genuino acquisisce sempre più un compito educativo», osserva Luca Martinotti, vicepresidente di Slow Food Italia. È una chiave per leggere questa selezione: dietro un prodotto ci sono competenze, scelte quotidiane e un pezzo di storia locale che qualcuno continua a trasmettere.
Quattro giorni nella Piazza dei Maestri
Per conoscere queste realtà da vicino, l’occasione arriva con Terra Madre Salone del Gusto. Dal 24 al 27 settembre 2026, Piazza Carlo Alberto diventa la Piazza dei Maestri: gli espositori affiancano un programma di incontri e degustazioni dedicati, tra gli altri, a vini, formaggi, gelati, birre e cucina piemontese. Sono previste anche proposte dei ristoranti del circuito Mangébin. Il programma è pubblicato da Turismo Torino e Provincia.
Gli incontri e le degustazioni richiedono la prenotazione. Per partecipare è previsto un contributo, destinato al netto dell’IVA alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro di Candiolo. Calendario e disponibilità si consultano sulla pagina della Piazza dei Maestri; indirizzi e storie delle attività premiate sono raccolti sul sito dei Maestri del Gusto.
Fonte: comunicato stampa Camera di commercio di Torino


