Ogni volta che buttiamo via del cibo ancora buono, perdiamo molto più di un pasto. Perdiamo nutrienti, risorse, tempo e occasioni per prenderci cura di noi stessi e dell’ambiente. Lo spreco alimentare non è solo un problema economico o ecologico: è anche una questione di salute e benessere. Il 5 febbraio 2026, la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, ci invita a riflettere su quanto il nostro rapporto con il cibo incida sul modo in cui viviamo e stiamo insieme.
Il tema di quest’anno, #2030Calling, richiama gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030. Un traguardo che passa anche dalle nostre scelte quotidiane e dallo stile di vita che adottiamo a tavola. L’iniziativa nasce nel 2014 a partire dalla campagna di sensibilizzazione per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile Spreco Zero di Last Minute Market, fondata dall’economista Andrea Segrè, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il patrocinio di istituzioni internazionali e RAI per il Sociale.
Lo spreco alimentare spreca la salute
La Regione Piemonte, con il programma “Alimenti e salute” del Piano Regionale di Prevenzione, ha puntato molto non solo sulla promozione di una sana alimentazione, ma anche sulla lotta allo spreco alimentare. In quest’ottica, nel 2025 è stato realizzato un censimento sulla ristorazione scolastica (rivolto a scuole e Comuni) dal quale è emerso che, per il 95% dei rispondenti, i piatti che avanzano di più sono verdura, legumi e pesce: tutti alimenti protettivi e tipici dell’alimentazione mediterranea che si dovrebbe promuovere.
Le più recenti linee guida regionali sulla ristorazione scolastica promuovono la riduzione degli sprechi dando precise indicazioni per la corretta porzionatura dei piatti serviti ai bambini nelle mense scolastiche, in base alle fasce d’età, ed è prevista la verifica a campione da parte delle ASL.

Anche la pausa pranzo dei lavoratori è un’occasione per ridurre gli sprechi: “Il baracchino perfetto” è uno strumento di comunicazione con spunti utili per un pasto sano fuori casa e per prevenire lo spreco degli alimenti.
One Health: molto più che uno spreco alimentare
La lotta allo spreco si inserisce nella visione One Health, che mette in relazione salute umana, animale e ambientale. Se sprechiamo cibo, contribuiamo a un sistema che consuma risorse naturali, produce emissioni inutili e rende l’alimentazione meno equilibrata. Al contrario, ridurre gli sprechi significa favorire un modello alimentare più sano, più locale, più stagionale e più rispettoso degli equilibri naturali.
Prendersi cura del proprio benessere passa anche dalla cucina. Pianificare i pasti, controllare cosa abbiamo già in casa prima di fare la spesa, cucinare porzioni adeguate, conservare correttamente gli alimenti sono abitudini semplici ma che possono fare la differenza. Usare gli avanzi in modo creativo non è solo un modo per risparmiare, ma anche per mangiare, conservare meglio e con più varietà.
I progetti che fanno la differenza
Il tema dello spreco alimentare è inoltre al centro di alcuni dei progetti premiati il 27 novembre 2025 nell’ambito del contest “Raccontami l’equità. Azioni, interventi e progetti per contrastare le disuguaglianze”, iniziativa promossa dal Piano Regionale di Prevenzione.
Tra i temi più ricorrenti dei video presentati spicca il sostegno alle persone in situazioni di fragilità e povertà, attraverso il recupero delle eccedenze del territorio, ad esempio la raccolta dell’invenduto dei mercati rionali da parte di operatori e volontari e la redistribuzione alle famiglie segnalate dai servizi sociali o tramite gli empori solidali.
Nella seconda metà del 2026, infine, prenderà il via la campagna regionale “Diamo valore al cibo. Una buona occasione per non sprecare” con l’obiettivo di sensibilizzare contro lo spreco e a favore della sostenibilità alimentare. I ristoratori saranno protagonisti di azioni concrete anti-spreco per sensibilizzare i consumatori sulla necessità di contrastare lo spreco e orientare i consumi alimentari verso la sostenibilità. Saranno coinvolti in via sperimentale circa 50 ristoranti delle province di Torino e Cuneo.
La campagna nasce da una costola del progetto “Una buona occasione”, nato ormai 10 anni fa, con un sito dedicato con contenuti tradotti in quattro lingue, oggetto di un corposo restyling e che sarà a breve nuovamente on line.
Nell’ambito della campagna sarà rilanciata l’app “Una buona occasione” (UBO app), strumento che offre consigli su come e dove conservare gli alimenti, sulle porzioni raccomandate, il riutilizzo di avanzi e scarti e la stagionalità di frutta e verdura. L’app, ideata da Regione Piemonte e implementata con la collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e del Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino, è scaricabile gratuitamente dagli store dei propri telefoni.
Il benessere comincia da ciò che non buttiamo
Ridurre lo spreco è un atto di cura verso noi stessi, verso l’ambiente e verso le difficoltà. Ogni volta che valorizziamo un alimento invece di scartarlo, stiamo scegliendo un benessere più profondo e duraturo. Perché la salute non è solo ciò che mettiamo nel piatto, ma anche ciò che decidiamo di non buttare.
Fonte: Comunicato Stampa Regione Piemonte

