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La musica arriva al San Luigi per un intervento innovativo

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Operata con la sua musica del cuore. Un intervento complesso per calcolosi renale è stato eseguito recentemente all’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano su una paziente di 53 anni affetta da fibrosi cistica, in condizioni cliniche tali da escludere completamente il ricorso all’anestesia generale.

Per superare questo limite, l’équipe medica ha optato per una soluzione alternativa: la procedura è stata eseguita con la paziente sveglia, in rachianestesia (anestesia spinale), utilizzando un approccio percutaneo. Questa tecnica consente di raggiungere il rene attraverso un piccolo accesso cutaneo, evitando incisioni chirurgiche tradizionali.

L’intervento, reso particolarmente complesso dalle dimensioni e dalla conformazione del calcolo, è stato condotto dall’équipe di Urologia diretta da Cristian Fiori, con il supporto dell’anestesista Roberto Russo.

La musica in sala operatoria

Durante l’intervento, la paziente a potuto ascoltare le sue canzoni preferite, perché l’utilizzo di musica e stimoli sensoriali positivi in sala operatoria è supportato da evidenze scientifiche, che dimostrano come la musica contribuisca a ridurre ansia e stress, migliorando comfort durante le procedure eseguite in anestesia locoregionale.

Dopo qualche ora di osservazione in Recovery Room, dedicata ai casi più complessi, la paziente è stata trasferita in reparto. Il decorso post operatorio è stato seguito dall’équipe di Pneumologia, diretta da Alberto Perboni, negli spazi dedicati alla fibrosi cistica, di cui l’ospedale è Centro di Riferimento Regionale.

«Le coliche si sono presentate di notte, quindi mi sono recata al Pronto Soccorso di un altro ospedale vicino a casa e, dopo gli accertamenti, mi hanno comunicato che era necessario un intervento in anestesia generale – racconta in una nota stampa la paziente – Sono 53 anni che convivo con la mia malattia, la fibrosi cistica e sono seguita dal centro del San Luigi dal 1991»

Continua in una nota stampa la paziente «Conosco il mio corpo e i possibili rischi di un’anestesia generale. Ho chiesto ai medici di quel Pronto Soccorso di contattare i colleghi del Centro Fibrosi Cistica del San Luigi affinché la mia situazione di fragilità e tutti i rischi connessi fossero ben noti. Dopo vari consulti con la dottoressa Sara Demichelis, mi hanno trasferito al San Luigi, nel mio reparto. Qui mi sento a casa, curata e protetta. Dopo qualche giorno sono stata operata con tutte le attenzioni e premure. Avevo paura della puntura alla schiena, necessaria per l’anestesia spinale, ma ho scoperto che un’emogasanalisi su sangue arterioso, esame che pazienti come me ripetono spesso, è più doloroso».

Fibrosi Cistica: traiettorie di malattia e stile di vita

La fibrosi cistica è una malattia genetica che colpisce in Italia 1 ogni 6.000 nati. È una malattia cronica a evoluzione progressiva che ha manifestazioni prevalentemente polmonari e pancreatiche, oltre che intestinali e metaboliche. Il Centro del San Luigi, di cui è responsabile Sara Demichelis, segue attualmente circa 250 pazienti di 35 anni in media e si avvale di un’équipe multidisciplinare e multi professionale che garantisce la presa in carico globale del paziente. L’introduzione di nuove terapie, che consistono in farmaci correttori del difetto di base, ha modificato le traiettorie di malattia e di vita di tanti pazienti, ma non ha eliminato le complicanze legate alla convivenza prolungata con la patologia.

«L’intervento sarebbe stato possibile anche con tecniche alternative, ma con tempi più lunghi e minore sicurezza in una paziente in queste condizioni cliniche – spiegano in un una nota stampa gli urologi Marco Cossu e Massimiliano Poggio – Particolare attenzione è stata dedicata al posizionamento sul lettino operatorio, adattato alle esigenze respiratorie della paziente, per garantire la massima sicurezza. Abbiamo inoltre utilizzato strumenti miniaturizzati e fonti laser ad alta potenza, che consentono un trattamento efficace e preciso anche in situazioni anatomiche complesse».

Un modello multidisciplinare per i casi più complessi

«L’intervento rappresenta un esempio concreto dell’approccio del San Luigi Gonzaga, fondato sulla collaborazione tra specialità, personalizzazione del trattamento e sull’impiego di tecnologie all’avanguardia – sottolinea in una nota stampa il Direttore Generale dell’AOU, Davide Minniti – La sinergia fra il nostro Centro di Riferimento per la Fibrosi Cistica e la nostra Urologia, riferimento non solo per la calcolosi urinaria, ma anche per il trattamento delle principali patologie oncologiche, ha garantito di affrontare questo caso con elevata competenza e tecnologie di ultima generazione. Ma, soprattutto, è l’integrazione tra competenze specialistiche a definire un modello organizzativo e clinico capace di gestire anche i casi più complessi, garantendo sicurezza, efficacia e piena centralità del paziente».

musica in reparto-reni

«L’intervento eseguito al San Luigi Gonzaga – sottolinea in una nota stampa Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte – rappresenta un esempio significativo di come competenze specialistiche, innovazione e attenzione alla persona possano integrarsi per affrontare anche i casi clinici più complessi. La possibilità per il paziente di affrontare l’intervento ascoltando la propria musica evidenzia quanto l’umanizzazione delle cure sia oggi parte integrante dei percorsi sanitari, contribuendo a ridurre ansia e stress. La capacità di adattare il trattamento alle condizioni specifiche della paziente, garantendo sicurezza e qualità delle cure, testimonia il valore della multidisciplinarietà e della presa in carico personalizzata. Ringrazio tutti i professionisti coinvolti per l’impegno e la sensibilità dimostrati».

Fonte: Comunicato Stampa Regione Piemonte

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Vittoria

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