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Dom. Giu 14th, 2026

93ª Sagra dell’Asparago: Santena inaugura l’edizione 2026

Sagra dellAsparago Santena

La 93ª edizione della Sagra dell’Asparago segna per Santena uno dei momenti più importanti dell’anno non soltanto dal punto di vista enogastronomico, ma anche sotto il profilo culturale, urbano ed economico. La manifestazione continua infatti il proprio percorso di evoluzione, trasformandosi sempre più in un progetto territoriale capace di intrecciare identità agricola, sviluppo locale, promozione turistica, rigenerazione urbana e cultura del cibo.


L’edizione 2026 sarà inoltre la prima a utilizzare la rinnovata piazza Martiri della Libertà, cuore storico
e sociale della città, all’interno di un più ampio percorso di trasformazione e valorizzazione del centro
urbano portato avanti dall’amministrazione comunale.

Sagra dell’Asparago: cultura del cibo e identità della comunità


«La Sagra dell’Asparago rappresenta oggi molto più di una manifestazione gastronomica – commenta
il sindaco Roberto Ghio –. È il momento in cui una comunità si ritrova e costruisce relazioni attorno
alla propria identità. L’asparago fa parte della storia agricola e culturale di Santena e richiama
direttamente le nostre radici contadine e il legame con la figura di Camillo Cavour. Oggi quelle radici
tornano a essere una leva di sviluppo, di attrattività e di promozione del territorio
».


Per l’amministrazione comunale, il valore della manifestazione sta nella sua capacità di trasformare il
cibo in uno strumento di relazione sociale e culturale.
«Nutrire non significa soltanto consumare cibo – prosegue Ghio –. Nutrire significa creare cultura,
costruire comunità, generare benessere e occasioni di incontro. Il tema del cibo oggi è strettamente
collegato alla qualità della vita, alla sostenibilità, alla salute, alla cultura dei territori e alla capacità
delle città di creare relazioni autentiche. La Sagra dell’Asparago interpreta proprio questa visione: un
evento che parte da un prodotto agricolo e diventa occasione di crescita sociale, culturale ed
economica
».

Celebrare l’asparago di Santena tra cultura e sostenibilità

L’edizione 2026 sarà caratterizzata da un programma diffuso che coinvolgerà piazze, spazi culturali,
attività economiche e luoghi simbolo della città attraverso mostre, incontri, iniziative culturali ed eventi
collaterali costruiti in collaborazione con il Distretto del Cibo, le associazioni e le realtà del territorio.
«Abbiamo lavorato per costruire una manifestazione sempre più aperta e integrata con il tessuto
urbano
– aggiunge il vicesindaco e assessore ai grandi eventi Paolo Romano –. Gli eventi off, le
mostre, le iniziative culturali e le collaborazioni con il Distretto del Cibo trasformano la Sagra in un
evento diffuso capace di coinvolgere l’intera città e di valorizzare Santena come luogo di
aggregazione, turismo e cultura
».


La nuova configurazione della piazza Martiri della Libertà rappresenta uno degli elementi simbolici di
questo percorso.
«La crescita della Sagra si intreccia con il processo di rigenerazione urbana che la città sta vivendo
sottolinea Romano –. Utilizzare per la prima volta i nuovi spazi della piazza durante la manifestazione
significa restituire centralità al cuore cittadino e creare uno spazio pubblico moderno, accessibile e
pensato per ospitare relazioni, eventi e socialità
».


La manifestazione sarà inoltre accompagnata da una visione sempre più orientata alla sostenibilità e
alla mobilità urbana.
«Stiamo lavorando affinché grandi eventi come questo siano sempre più compatibili con una città
sostenibile e vivibile
– prosegue Romano –. La gestione della mobilità, i collegamenti, la
valorizzazione delle aree pedonali e l’organizzazione diffusa degli eventi fanno parte di una strategia
che guarda al futuro della città
».

Rete territoriale e sviluppo condiviso


Per l’amministrazione, la crescita della Sagra si inserisce all’interno di un ecosistema territoriale più
ampio, nel quale cultura, agricoltura, turismo e sviluppo locale diventano elementi interconnessi.
«Santena sta costruendo una propria identità contemporanea partendo dalle proprie radici –
evidenzia Silvia Migliore, assessora al commercio e al cibo –. L’origine agricola della città oggi si
evolve in un’opportunità di promozione economica, culturale e turistica. La Sagra diventa
un’occasione concreta per valorizzare produttori, commercio locale, attività economiche e filiere del
territorio
».
L’assessora sottolinea inoltre il valore della rete costruita negli anni tra istituzioni, imprese e
associazioni del territorio.


«Questa manifestazione cresce anche grazie alla capacità di creare sinergie tra enti pubblici, realtà
associative e aziende del territorio che scelgono di investire concretamente sulla comunità locale

aggiunge Migliore –. Il sostegno alla Sagra non è soltanto economico, ma rappresenta una forma di
partecipazione attiva alla vita della città. Sempre più aziende stanno comprendendo l’importanza di
restituire valore al territorio attraverso sponsorizzazioni, collaborazioni e progettualità condivise che
nascono insieme al Comune e alla Pro Loco
».
Accanto al contributo economico e organizzativo dell’amministrazione comunale, la 93ª edizione vede
infatti il coinvolgimento di numerosi enti patrocinatori, associazioni e sponsor privati, consolidando un
modello di collaborazione territoriale costruito negli anni.

Un ecosistema culturale ed enogastronomico condiviso

In questo percorso assume un ruolo strategico anche il complesso cavouriano, patrimonio della Città Metropolitana di Torino ma sempre più integrato all’interno della progettualità territoriale santenese. La sinergia tra il Comune, la Fondazione Cavour, il Distretto del Cibo e le realtà associative del territorio sta infatti contribuendo a costruire un ecosistema culturale ed enogastronomico condiviso, capace di mettere in relazione eventi, turismo, agricoltura e valorizzazione storica.


«Le esperienze realizzate nelle ultime settimane, dalla Fiera in Primavera al mercato Oltrecollina
all’interno del complesso cavouriano, dimostrano quanto sia importante creare connessioni tra tutte le
realtà che operano sul territorio
– conclude Migliore –. L’obiettivo è costruire una rete stabile nella
quale cultura, cibo, paesaggio, agricoltura e promozione locale collaborino tra loro. Solo attraverso
questa visione integrata il territorio può continuare a crescere e diventare sempre più attrattivo dal
punto di vista turistico, economico e culturale
»

By Redazione

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