UN PROGETTO DI

Comunità Attive, in Piemonte oltre 93mila persone coinvolte nei progetti per muoversi di più

Five seniors walking on a park trail with trekking poles, chatting and enjoying a sunny day.

Nel 2025 le ASL piemontesi hanno documentato 117 progetti dedicati alla promozione dell’attività fisica, capaci di raggiungere 93.264 persone e coinvolgere 1.005 Comuni. Dai gruppi di cammino all’attività adattata, il programma “Comunità Attive” porta la prevenzione nella quotidianità e rende il movimento più accessibile.

Muoversi di più non significa necessariamente praticare uno sport o frequentare una palestra. Anche camminare, utilizzare la bicicletta negli spostamenti brevi, preferire le scale all’ascensore o partecipare alle iniziative organizzate sul territorio può aiutare a ridurre la sedentarietà e a prendersi cura della propria salute.

È su questo principio che si basa “Comunità Attive”, il programma piemontese che coinvolge aziende sanitarie, amministrazioni locali, associazioni, realtà del Terzo settore e cittadini nella promozione di uno stile di vita più dinamico.

La fotografia elaborata da Dors, il Centro regionale di documentazione per la promozione della salute, raccoglie le attività realizzate nel 2025 nell’ambito del Piano regionale di prevenzione 2020-2025. I dati mostrano quanto le opportunità di movimento siano ormai diffuse sul territorio piemontese.

Oltre 93mila piemontesi raggiunti nel 2025

Nel corso del 2025 le ASL piemontesi hanno documentato nella banca dati Pro.Sa. 117 progetti dedicati alla promozione dell’attività fisica.

Le iniziative hanno raggiunto complessivamente 93.264 persone, il 18 per cento in più rispetto al 2024, e interessato 1.005 Comuni del Piemonte.

Tra questi, 716 sono stati classificati come “Comuni attivi”: territori nei quali vengono promossi stili di vita basati sul movimento attraverso programmi strutturati destinati a bambini, adolescenti, adulti e anziani oppure mediante la creazione e la valorizzazione di spazi urbani e rurali.

Il dato evidenzia come la prevenzione possa uscire dagli ambulatori ed entrare nei luoghi frequentati ogni giorno: scuole, parchi, quartieri, percorsi pedonali e spazi pubblici.

Più di 13mila persone nei gruppi di cammino

Una parte importante delle attività è rappresentata dai gruppi di cammino. Nel 2025 ne sono stati censiti 515, frequentati complessivamente da oltre 13mila persone.

Quando vengono organizzati con continuità, questi gruppi non offrono soltanto un’occasione per svolgere attività fisica. Possono aiutare le persone a mantenere una maggiore regolarità nel movimento, favorire la socializzazione e contrastare l’isolamento.

La loro semplicità è anche uno dei principali punti di forza: camminare non richiede particolari attrezzature e può essere adattato, con le dovute precauzioni, alle capacità e alle condizioni di salute dei partecipanti.

Attività fisica e prevenzione delle malattie croniche

Una vita attiva contribuisce alla prevenzione delle malattie croniche e aiuta a conservare più a lungo autonomia, mobilità e qualità della vita. Il movimento può inoltre avere effetti positivi sul benessere psicologico e sulle occasioni di relazione.

Non tutte le persone, però, riescono ad accedere con la stessa facilità alle opportunità disponibili. Costi, distanze, condizioni fisiche, difficoltà organizzative o mancanza di informazioni possono diventare ostacoli alla partecipazione.

L’Istantanea Dors segnala che 69 progetti comprendono almeno un intervento orientato all’equità, pensato quindi per ridurre le barriere economiche, fisiche, geografiche o sociali.

È un aspetto centrale del programma: mettere a disposizione un’attività non basta se questa non può essere raggiunta e frequentata anche dalle persone che partono da una situazione di maggiore svantaggio.

Dai percorsi per le scuole all’attività fisica adattata

Le proposte sviluppate nei diversi territori non seguono un unico modello. Possono comprendere gruppi di cammino, fitwalking, Nordic walking, attività fisica adattata, pedibus e iniziative dedicate alle scuole.

Alcuni percorsi sono rivolti alle persone anziane, altri coinvolgono famiglie, mamme e future mamme oppure cittadini che, per età, condizioni personali o stato di salute, non si riconoscono nelle tradizionali attività sportive.

Questa varietà permette di avvicinare al movimento anche chi conduce una vita sedentaria o ha bisogno di cominciare in modo graduale e compatibile con le proprie possibilità.

In presenza di patologie, limitazioni motorie o dopo un lungo periodo di inattività è comunque opportuno confrontarsi con il proprio medico prima di iniziare una nuova attività.

Come trovare le iniziative disponibili

Le opportunità vengono organizzate attraverso la collaborazione tra ASL, Comuni e realtà associative. Diverse aziende sanitarie piemontesi, tra cui ASL AT, ASL TO5, ASL Città di Torino, ASL CN1, ASL CN2, ASL Novara e ASL Vercelli, pubblicano sui propri siti informazioni dedicate alle comunità attive, ai gruppi di cammino e agli altri progetti territoriali.

Per conoscere le attività disponibili è possibile consultare il portale della propria ASL o il sito del Comune di residenza, verificando calendari, modalità di iscrizione, destinatari ed eventuali requisiti.

I dati pubblicati nel luglio 2026 si riferiscono infatti ai progetti realizzati nel 2025 e non garantiscono che tutte le singole iniziative siano ancora attive o mantengano gli stessi programmi.

La sfida della continuità

Il Piano regionale di prevenzione 2020-2025 ha permesso di costruire collaborazioni e reti territoriali che ora devono trovare continuità.

La sfida non consiste soltanto nell’aumentare il numero delle persone raggiunte, ma anche nel comprendere quanto a lungo partecipino alle attività e quanto i programmi riescano a coinvolgere chi incontra maggiori difficoltà nell’adottare uno stile di vita attivo.

“Comunità Attive” dimostra che la promozione della salute può passare anche dalle scelte urbanistiche, dai servizi di prossimità e dalle relazioni sociali. Per produrre benefici duraturi, però, le opportunità devono essere facilmente riconoscibili, accessibili e presenti con continuità nei territori.

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Erika Zaffalon

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