“Mani che Pensano”, promosso dalla Consulta OPI Giovani dell’OPI Torino, giunge alla sua VII edizione. Il premio del 2026 riconosce i professionisti che si sono distinti nel 2025 nella valorizzazione sociale della professione infermieristica.
La presentazione e premiazione dei vincitori avverrà venerdì 27 marzo 2026 alle ore 17 presso la sede dell’Ordine. Per l’edizione 2026 del premio sono arrivate 72 candidature, provenienti da diverse realtà professionali e territoriali. Dopo una prima fase di valutazione, la commissione ha selezionato 12 finalisti, tra i quali sarà individuato il vincitore della settima edizione del premio.
Il valore del premio “Mani che Pensano”
«Questa sarà un’edizione speciale del premio – sottolinea Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino – Abbiamo voluto dedicarla simbolicamente a tutti i professionisti che ogni giorno costruiscono il valore della professione infermieristica con competenza, responsabilità e impegno umano».
La presentazione dei candidati rappresenterà un momento di incontro aperto alla comunità professionale, alle istituzioni e alla cittadinanza, dedicato alla condivisione di percorsi professionali che testimoniano il ruolo sempre più centrale degli infermieri nel sistema sanitario e nella società.
Tra i dodici finalisti, presentati in ordine alfabetico, emergono esperienze professionali diverse, accomunate da un forte impegno nella cura, nella ricerca e nella promozione della salute.
Le storie dei finalisti di “Mani che Pensano”tolo
Tra i dodici finalisti, presentati in ordine alfabetico, emergono esperienze professionali diverse, accomunate da un forte impegno nella cura, nella ricerca e nella promozione della salute.
Stefano Botti, originario di Castelnovo di Sotto, in provincia di Reggio Emilia, infermiere con oltre trent’anni di esperienza nel campo dell’ematologia e della ricerca clinica. Botti è stato recentemente insignito del Distinguished Merit Award EBMT NG 2025, riconoscimento internazionale assegnato per il contributo allo sviluppo della formazione e della ricerca infermieristica.
Spicca anche la storia di Luca Buonfiglio, infermiere di Volpiano, che nel 2025, si è distinto per un intervento salvavita durante un episodio di annegamento, dimostrando che le competenze infermieristiche rappresentino un riferimento fondamentale per la sicurezza della comunità anche al di fuori dei contesti sanitari.
Ricerca, formazione, benessere
Sul fronte della ricerca e della formazione si inserisce il percorso di Luca Costanza, infermiere di Cinisello Balsamo, attivo nel campo della neurorianimazione e impegnato nel coniugare attività clinica, ricerca scientifica e attenzione alla dimensione umana della cura.
Di rilievo anche l’esperienza di Carmine Creazzo, infermiere impegnato in missioni sanitarie in contesti di guerra e crisi umanitarie, dove la professione assume un ruolo essenziale nel garantire assistenza alle popolazioni più fragili.
Tra i progetti innovativi in ambito sociale trova spazio quello di Cristina De Stefani di Bardonecchia. ideatrice del progetto di prescrizione sociale “Museo Benessere”, iniziativa che unisce cultura, benessere e promozione della salute.
Innovazione e sguardo internazionale
Sul piano dell’innovazione organizzativa si colloca l’esperienza di Ivana Finiguerra, residente a Venaria Reale e in servizio presso l’AOU di San Luigi Gonzaga di Orbassano, protagonista dell’attivazione della Discharge Room infermieristica, spazio dedicato alla gestione delle dimissioni e alla continuità assistenziale.
Impegnato nella diffusione di manovre di rianimazione cardiopolmonare e nella promozione della cultura del primo soccorso è Angelo Giglio, infermiere di Pianezza.
Un respiro internazionale caratterizza anche il percorso di Martina Marchiò, infermiera torinese coinvolta in missioni sanitarie in contesti di guerra e crisi umanitarie.
Rappresenta inoltre un punto di riferimento per la leadership professionale, formazione e responsabilità sociale Silvana Paoletti, di Volvera.
Valorizzazione della professione e responsabilità
Nel campo dell’educazione sanitaria si distingue Simona Pastore, infermiera di Sant’Ambrogio di Torino, promotrice del progetto “Kick and Save”, iniziativa dedicata alla diffusione delle competenze di primo soccorso e prevenzione tra i giovani.
Sul piano dell’innovazione organizzativa si inserisce il percorso di Michela Testino, di Roccaforte Mondovì (Cuneo), impegnata nello sviluppo di modelli organizzativi innovativi con particolare attenzione al benessere professionale.
Si inserisce infine anche il profilo di Pietro Tuttolomondo, infermiere torinese e consigliere comunale della Città di Torino, impegnato nella valorizzazione istituzionale della professione e nel rafforzamento del dialogo tra sanità, istituzioni e comunità.
Tra le candidature arrivate alla commissione c’è anche quella di Alex Jeffrey Pretti, infermiere statunitense di 37 anni ucciso il 24 gennaio 2026 a Minneapolis durante un intervento di agenti della United States Immigration and Customs Enforcement. La sua candidatura, inserita tra le 72 proposte ricevute, richiama simbolicamente il valore civile e sociale della professione infermieristica, spesso esercitata in contesti complessi e con forte responsabilità verso la comunità.
«Il premio “Mani che Pensano” nasce proprio con questo spirito -. conclude Ivan Bufalo – Raccontare e valorizzare infermieri che, con il loro lavoro quotidiano contribuiscono a far crescere la professione e a rafforzare il rapporto di fiducia tra sanità e cittadini. Sono storie di competenza, responsabilità e umanità che meritano di essere riconosciute».



