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Lun. Feb 16th, 2026

Distretto del Cibo per 78 Comuni: la svolta agricola del Canavese

Distretto del Cibo per 78 Comuni la svolta agricola del Canavese

78 comuni uniti da un progetto ambizioso: creare un Distretto del cibo capace di tenere insieme tradizione agricola, innovazione, economia locale e qualità della vita.

È ormai questione di giorni: venerdì 25 luglio il Consiglio metropolitano di Torino approverà ufficialmente la nascita del Distretto del cibo della Pianura canavesana e Collina torinese.

Un percorso che coinvolgerà:

Agliè, Azeglio, Bairo, Banchette, Barbania, Barone Canavese, Bosconero, Brandizzo, Brusasco, Busano, Caluso, Candia Canavese, Casalborgone, Castagneto Po, Castellamonte, Castiglione Torinese, Cavagnolo, Chivasso, Ciconio, Ciriè, Colleretto Giacosa, Cuceglio, Favria, Feletto, Fiorano Canavese, Foglizzo, Front, Gassino Torinese, Ivrea, Lauriano, Leinì, Lessolo, Levone, Lombardore, Loranzè, Lusigliè, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Montanaro.

Monteu da Po, Nole, Oglianico, Orio Canavese, Ozegna, Parella, Pavone Canavese, Perosa Canavese, Pertusio, Rivarolo Canavese, Rivara, Rivarossa, Romano Canavese, Rondissone, Salassa, Salerano Canavese, Samone, San Benigno Canavese, San Carlo Canavese, San Francesco al Campo, San Giorgio Canavese, San Giusto Canavese, San Martino Canavese, San Maurizio Canavese, San Ponso, San Raffaele Cimena, San Sebastiano da Po, Scarmagno, Strambino, Torrazza Piemonte, Valperga, Vauda Canavese, Verolengo, Verrua Savoia, Vialfrè, Villareggia, Vische, Volpiano.  

Distretto del cibo: una risposta alle sfide del presente

Dietro a questo progetto non c’è solo l’idea di promuovere i prodotti tipici locali, ma un’intera visione di sviluppo territoriale integrato. I Distretti del cibo, infatti, nascono come strumenti di politiche agricole innovative, previsti dalla legge nazionale per garantire competitività, salvaguardia ambientale e benessere sociale nelle aree rurali.

Si tratta di rispondere a sfide sempre più complesse, come la transizione ecologica, la crisi climatica e lo spopolamento dei piccoli centri, con soluzioni che creino economia e al tempo stesso custodiscano il valore dei territori.

«Sono molto soddisfatta di questa collaborazione territoriale, alla quale ho lavorato con particolare impegno – commenta in una nota stampa la consigliera di Città metropolitana di Torino delegata allo sviluppo economico Sonia Cambursano, sindaca di StrambinoI Distretti del cibo sono sistemi produttivi locali che coinvolgono le imprese della produzione, della trasformazione e della distribuzione e somministrazione agroalimentare, gli attori pubblici locali e altri portatori d’interesse che stabiliscono tra di loro legami di interdipendenza virtuosa rafforzandoli per affrontare il mercato uniti e rafforzati dal sistema territoriale».

Un territorio ricco di tradizioni agroalimentari

«Nel Distretto del cibo – aggiunge in una nota stampa Cambursano – il sistema pubblico e privato operano in modo integrato nel sistema produttivo locale per rafforzare la sostenibilità ambientale della produzione agricola, rendere il sistema economico locale più resiliente e in grado di fronteggiare più efficacemente gli impatti del cambiamento climatico, contrastare la diffusione di fenomeni di spopolamento nelle aree rurali, favorendo la continuità aziendale e la reciproca integrazione delle imprese del sistema agroalimentare locale. Un modo per rafforzare il turismo di prossimità, favorire l’accesso della popolazione residente a un cibo sano, di qualità e prodotto localmente».

La scelta di dare vita al Distretto in questa zona non è casuale: la Pianura canavesana e la Collina torinese rappresentano infatti una delle aree agricole più ricche di tradizioni, produzioni e conoscenze.

Il Distretto intende costruire un sistema coeso dove i diversi attori possano davvero rafforzarsi reciprocamente, dalla filiera corta al turismo rurale, dalla ristorazione alla trasformazione agroalimentare.

Il Distretto del cibo della Pianura canavesana e Collina torinese diventa, quindi, una risposta concreta e territoriale alle sfide globali. Con un obiettivo chiaro: mettere al centro l’agricoltura, la comunità e l’ambiente per costruire un futuro più giusto, sano e sostenibile.

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