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Dom. Ago 16th, 2026

Emergenza idrica in Piemonte: la Regione monitora la crisi

Tavolo per l'emergenza idrica

L’emergenza idrica in Piemonte desta preoccupazione. Giugno si è chiuso con il 36% di pioggia in meno rispetto alla media mensile storica 1991-2020 e temperature superiori di 3,5 °C, tra le più elevate mai registrate. Un quadro che continua a mettere sotto pressione il Piemonte, dove le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo. È in questo contesto che la Regione prosegue il monitoraggio dell’emergenza idrica, con particolare attenzione agli effetti sull’agricoltura, sull’approvvigionamento di acqua potabile e sulla gestione delle risorse.

Secondo gli ultimi aggiornamenti di Arpa Piemonte, la situazione idrica regionale resta complessivamente deficitaria. L’indice sintetico di siccità evidenzia condizioni di siccità più severe interessano il bacino del Tanaro, dello Scrivia e il tratto del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea.

A pesare è soprattutto la combinazione tra precipitazioni insufficienti e temperature eccezionalmente elevate, che hanno favorito una forte evapotraspirazione, aumentando lo stress idrico di suoli e vegetazione. Nella prima decade di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano il deficit superiori al 40%. Emblematico il dato del Po e Isola Sant’Antonio dove si è registrata una portata media di 62 m³/, pari a un deficit del 75% rispetto allo storico.

Emergenza idrica: agricoltura e acqua potabile sotto osservazione

La scarsità d’acqua continua ad avere ripercussioni sia sul comparto agricolo sia sulla disponibilità della risorsa per uso civile. Per fare il punto sulla situazione, nei giorni scorsi la Regione Piemonte ha riunito il Tavolo per l’emergenza idrica al quale hanno partecipato: il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori all’Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna Marco Gallo e all’Ambiente Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo, associazioni agricole, parchi e aree protette, consorzi idrici, Anbi, Prefetture, Città Metropolitana di Torino e Province, enti di governo e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.

«Il caldo e l’assenza di piogge stanno determinando un’emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura – ha riassunto in una nota stampa il presidente Cirio – Su questo non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d’Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l’uso agricolo. Per quanto riguarda l’aspetto idropotabile, ci sono un centinaio i Comuni che in questo momento in Piemonte hanno già fatto ordinanze per regolare la gestione dell’acqua, soprattutto nelle frazioni e nei Comuni di montagna, dove ci sono località nelle quali già oggi dobbiamo intervenire con le autobotti. Monitoriamo giorno dopo giorno la situazione, pronti ad avviare la richiesta dello stato di emergenza se non dovessero migliorare le condizioni meteorologiche, in accordo con le altre regioni che vivono la nostra stessa situazione, per dare i ristori necessari».

Le azioni della Regione

L’assessore Marnati ha raccomandato in una nota stampa: «un utilizzo consapevole da parte dei cittadini» ed ha annunciato che verranno valutati con attenzione i consumi dei prossimi dieci giorni. Marnati ha precisato che al momento sono circa 100 i Comuni che hanno emesso ordinanze di restrizione dei consumi di acqua non strettamente necessari e una cinquantina per 25.000 abitanti quelli dove si ricorre all’uso delle autobotti per aumentare la quantità di acqua presente nelle vasche degli acquedotti».

L’assessore Bongioanni ha ricordato in una nota stampa che: «in Regione è operativo un gruppo di lavoro interdirezionale con il compito specifico di monitorare il rischio di perdita del raccolto per cause idriche, che si riunisce con regolarità per elaborare i dati di Arpa e fornire al mondo agricolo indicazioni proiettive.

«E a fine luglio – ha anticipato in una nota stampa – incardineremo in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale il disegno di legge di riforma dei consorzi irrigui, destinato a rivoluzionare in modo strutturale la governance della gestione dell’acqua per la nostra produzione agricola e agroalimentare».

Per le prossime due settimane l’alta pressione che interesserà gran parte dell’europa, porterà in Piemonte temperature ancora sopra la media stagionale e sporadiche precipitazioni per lo più associate a fenomeni temporaleschi che non consentiranno di superare la situazione idrica complessivamente deficitaria.

Fonte: Comunicato Stampa Regione Piemonte

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